in fondo - in the end

......c......h......i......s......s......à......?......w......h......o......k......n......o......w......s......?

31 October 2012

VUpdate / VAggiornamento #4 (Arwh)

"provided that the surface is flat and my diaper freshly changed, I can sit all by myself, with no help and not using my hands! on the food side, I am king of allergic to bananas e tomorrow I'll try pumpkin in my soup for the first time."
/
"se la superficie è piatta e il mio pannolino appena cambiato, riesco a stare seduta tutta da sola, senza aiuti e senza usare le mani! per quanto riguarda il cibo, sono un po' intollerante alla banana e domani mangerò per la prima volta la zucca dentro la pappa."

:D - V.

P.S. "I know I should say MAMMA, but for the moment I can only say ARWH, that's the closest I get but I'm sure she knows what I mean."
/
"So che dovrei dire MAMMA, ma per il momento riesco a dire solo ARWH, è il massimo che riesco a fare, ma sono sicura che lei sa che cosa intendo"

29 October 2012

#3

"yesterday I found out I like peaches, too!"
/
"ieri ho scoperto che mi piacciono anche le pesche!"
 
- V.

25 October 2012

erasmus

"For why should we be spending taxpayers’ money on grants for young Europeans who, as rumour has it, spend most of their time enjoying themselves? On the other hand, do the eurocrats’ conferences, debates and study trips, plus the accompanying servicing costs, all financed with our taxes, serve the EU’s cohesion better than funding young people the experience of studying and living in another country?"
/
"Perché – dicono le élite – dovremmo spendere il denaro dei contribuenti per finanziare giovani europei che a quanto pare passano la maggior parte del tempo a divertirsi? [A questa domanda vorrei però rispondere con un'altra domanda]: forse che le conferenze, i dibattiti e i viaggi studio per gli eurocrati e i loro accompagnatori – il tutto finanziato dai contribuenti – hanno aumentato la coesione dell’Ue più dell’esperienza di ragazzi che studiano e vivono in un altro paese?"


24 October 2012

tachyglossidae

echidna puppy at Taronga Zoo (Sydney, Australia)
/
un piccolo di formichiere spinoso allo zoo Taronga (Sydney, Australia)

woowowowowowwwww!!!


gender pity?



now, I am very happy this man and his daughter are getting a lot of help, but my question is: how many WOMEN in the world do have to take their newborns to work and NOBODY even dreams of helping THEM???

/
dunque, sono molto felice che quest'uomo e sua figlia stiano ricevendo un sacco di aiuto, ma la mia domanda è: quante DONNE al mondo sono costrette a portare i loro neonati al lavoro e NESSUNO  si sogna minimamente di aiutare LORO???

[avrei voluto incollare qui l'articolo del Corriere della Sera che ne parla, riportando quello qui sopra della BBC, ma essendo stato criptato non riesco più a trovarlo]

cose dell'altro mondo

sono sotto shock anche oggi per le immagini di bambini maltrattati e picchiati (dalla maestra dell'asilo, fra l'altro). avrei voluto mettere qui il filmato, ma non riesco nemmeno a vederlo tutto. :(
no, proprio non ce la faccio.
non è ammissibile.
bastarda e bastardi tutti.
:'( :'( :'(

23 October 2012

VUpdate 2 / VAggiornamento 2

"with all these colors and lights here in CARTASOGNO realizza i tuoi sogni.. in carta e non solo! my feet are fast moving like crazy!!!"
/
"con tutti questi colori e luci a CARTASOGNO realizza i tuoi sogni.. in carta e non solo! i miei piedini si muovono freneticamente come impazziti!"

:D :D :D - V.

15 October 2012

VUpdate / Vaggiornamento #1 :P

I like: milk, veggies, meat, Parmesan, olive oil, colors, lights, fast moving objects; being carried everywhere by foot while watching out and "talking" to everyone, especially on the bus, at the market and downtown; lying on the floor and rolling from back to belly; checking out anything including your nose and chick-bones with my mouth and tongue; sleeping when tired from too much of all the above.
I don't like: being left naked too long during diaper change; staying home, seeing only whomever's baby-sitting for me; being cuddled face to face (too boring), wearing socks; sitting (baby car-seat, swinging baby-chair, push-cart); sleeping while hugged by anyone including my parents.
I don't know if I like eggs and fish because I have never tried them.
/
mi piace: il latte, le verdure, la carne, il Parmigiano, l'olio, i colori le luci, gli oggetti che si muovono velocemente; essere trasportata ovunque a piedi mentre guardo fuori e "parlare" a tutti, specialmente sull'autobus, al mercato e in centro; stare sdraiata sul pavimento e rotolare dalla schiena alla pancia; scoprire di tutto compresi il tuo naso e i tuoi zigomi con la bocca e la lingua; dormire quando sono stanca per tutto quanto sopra.
non mi piace: essere lasciata nuda troppo tempo al cambio del pannolino; rimanere in casa, vedere solamente chi mi fa da babysitter; essere coccolata faccia contro faccia (troppo noioso), indossare le calze; stare seduta (ovetto in auto, dondolo, passeggino); dormire in braccio a nessuno, genitori inclusi.
non so se mi piacciono le uova e il pesce perchè non li ho mai provati.

14 October 2012

sperèma be'

Dalle "Lettere dalla Rete" della newsletter del blog di Beppe Grillo, 12 ottobre 2012:

<<Una città in cui è bello vivere
di A.R.

Sono orgoglioso di vivere in questa città dove una serata con un pasto frugale si trasforma in un esempio di politica vera. Dove due trecento persone ascoltano uno di loro che parla di ambiente, cultura, società, servizi, ideali condivisi e condivisibili, con un linguaggio semplice e diretto, ma accurato e dettagliato, arricchito di dati e valori a sostegno delle sue tesi. Dove ogni domanda è sentita e non concordata e dove uno spirito di reale partecipazione si irradia per l’ ambiente e ti fa sentire finalmente un cittadino. Chi avrebbe mai anche lontanamente pensato di sentir parlare un “ politico” in questi termini, di sentirlo così vicino ai tuoi bisogni, di percepirne l’onestà oltre ogni forma di interesse. Chi avrebbe mai pensato di sentire risposte precise e non vaghe, di sentire problemi reali che impediscono raggiungimenti utopici piuttosto che facili slogan tipici dei clown da salotto che siamo abituati a considerare “ classe dirigente”. Non vorrei vivere in nessun altro posto al mondo in questo momento, per la qualità del sogno di società che finalmente ci viene prospettato. Questa città sta cambiando la nazione, chissà se cambierà il continente, chissà se cambierà il mondo. Sì esagero, è il mio animo sognatore che mi fa esagerare, ma le persone che me lo consentono invece sono serie e concrete, determinate e sicure. E tutto questo perché hanno armi che nell’era moderna in questo paese si sono viste solo nel dopo guerra: l’onestà e il senso civico. La rivoluzione degli onesti è cominciata… Chi non partecipa è perduto. Ah dimenticavo, la mia città è PARMA>>

..aggiungo in parmigiano: sperèma be'!

11 October 2012

indelebile

quattro anni fa, un lunedì pomeriggio autunnale di laboratorio in cui "giocavamo con le parole" nella mia prima media, bussa la bidella e dice che F*** deve andare dalla vicepreside.
io lo mando, ma in corridoio, prendendomi da parte, la stessa vice mi comunica che "sono venuti a prenderlo".
 

dalla finestra vediamo F*** che sale (tranquillamente) su un'auto con degli sconosciuti, chiaramente non suoi familiari, dato che lui è marrone e loro sono rosa (ma anche abbastanza grigi in volto).
gli altri bambini mi fanno qualche domanda che io eludo cercando di tranquillizzarli e dicendo che non so niente (ed è vero).
 

alle 16:30 suona la campanella ed esco a fare tutto quello che DEVO: correre a casa, un po' di spesa e poi via, immersione totale nei compiti da correggere, nei "giochi di parole" da preparare, nelle griglie da compilare, nelle programmazioni da ultimare.
 

l'indomani la vice mi racconta che F*** ha ferite su tutto il corpo (sotto i vestiti) e che lui stesso ha voluto essere tolto al padre.
 

nessuno di noi l'ha più visto e nessunno ne ha più parlato.
 

i motivi li lascio immaginare e probabilmente non li so nemmeno tutti.
sono quattro anni che penso a F***, non so se lo riconoscerò quando lo reincontrerò per strada (in fondo lo conoscevo solo da un mesetto e da allora ho avuto circa altri 250 allievi) ma lui.. mi chiedo: lui dov'è sparito su quella Punto un autunno bigio di quattro anni fa?
 

e le cicatrici?


25 October 2009

come promesso: "l'ora in cui non sapevamo niente l'uno dell'altro"

è stato lo spettacolo di stasera
e,
come promesso,
metto qui qualche impressione


essendo uno spettacolo senza parole,
sembra quasi sacrilego usarne.

tuttavia
almeno due le scrivo:
da vedere.

29 May 2009

emendamento

Costituzione significa: è come ### [segni di bianchetto] costituire una casa, costituire una terra, un popolo. ###
E' meglio costituire che non costituire perchè alcuni non costituiscono neanche un *** [cancellature/scarabocchi] misero centesimo quindi è meglio così anche se sarebbe megli [sic] aiutare i più poveri.

dalla verifica (o meglio LA verifica) di "cittadinanza e costituzione" di Sara

29 March 2009

ho attraversato il torrente parma in primavera

stavolta ho attraversato il torrente parma in primavera, a nuoto o forse no.

è andata così:

ero nel tratto che passa in città, per intenderci circa fra il romagnosi e il teatro due. passavo sulla riva abbastanza pianeggiante, camminando dentro l'alveo sull'erba umida e verde brillante, sotto frondosi alberi che coprivano metà cielo, sulla mia testa, sporgendosi dalle balaustre di pietra soprastanti. mi trovavo, credo, in compagnia di qualcuno, perchè questo qualcuno mi ha indicato un cane che giocava entusiasta con il suo padrone. era un cagnetto di media taglia, simile a uno spinone, con il pelo lungo color crema che gli cadeva anche sugli occhietti, vispi e lucidi come semi di cocomero.

il cane era contentissimo e spiccava balzi altissimi e allegri, tanto che io ho cominciato a temere che potesse cadere nell'acqua. il padrone, che indossava una maglietta a righe a colori pastello, a maniche corte e con il colletto rialzato, gli lanciava per gioco una pallina e poi un frisbee alternativamente e lui glieli riportava sempre.

ad un tratto ho visto il cane tuffarsi apposta nell'acqua, non solo per recuperare una pallina, ma per il gusto di nuotare, immergersi e poi ritornare a galla. insomma, sguazzava come un essere umano che avesse deciso spontaneamente di farsi un bagno nel fiume. ho notato anche che il pelo dell'animale riemergeva asciutto e che l'acqua scorreva via dalla sua pelliccia ancora prima che lui fosse uscito completamente.

io osservavo la scena dalla parte del corso d'acqua in questione che dovrei chiamare "riva sinistra". lì per lì sentivo che c'era qualcosa di strano, ma ho messo a fuoco che cosa solamente in seguito. l'acqua scorreva in direzione nord-sud: dunque al contrario di come avrebbe dovuto; ma questo fatto era perfettamente logico in quel momento agli occhi dei presenti. a quanto ne so, solo io avvertivo una stonatura, una sbavatura in questo grazioso quadro di città in primavera.
la corrente era gonfia e potente, l'acqua alquanto sporca: marrone-liquame, direi. trasportava una gran quantità di detriti che io però consideravo tutto sommato "buoni", perchè naturali: rami, foglie, piume di uccelli e naturalmente terriccio. insomma elementi che è normale un fiume trascini con sè, soprattutto in primavera e con tutto quell'impeto.

in ogni caso, il cagnetto era nell'acqua e il padrone gli ha lanciato il frisbee lontanissimo, quasi sull'altra sponda; saranno stati duecento metri. il cane si è deciso a recuperarlo, dunque si è messo a nuotare di buona lena, immerso completamente esclusa la testolina. con la bocca aperta, protendeva il suo tartufo appuntito e trafelato verso il disco di plastica, che sembrava galleggiare vicino alla riva dall'altra parte senza spostarsi, come se volesse attrarlo verso di sè e aiutarlo a non perdere la rotta. anzi, il frisbee non si era ancora posato del tutto, sembrava giocare con il vento, tornare indietro come dotato di volontà propria, nonchè della capacità di volare nel vento e contro di esso a piacimento.

ho notato in quel momento che la prospettiva si era, nel frattempo, capovolta completamente: il mio angolo di visuale era ora dalla parte del teatro, sulla riva destra, sebbene l'acqua continuasse come prima a scorrere verso le colline anzichè verso il po. io ho deciso che non avrei voluto fare e che non avrei fatto un bagno in quell'acqua lurida. all'improvviso sentivo che doveva essere anche molto inquinata, anzi, a ben guardare la era davvero: tantissime particelle in sospensione la sporcavano molto più di quanto non avessi potuto constatare all'inizio. inoltre, temevo gli agenti inquinanti invisibili, tutte le sostanze chimiche che ci dovevano essere sciolte dentro, ma anche gli eventuali detriti grossi, benchè nascosti poichè trascinati sotto il pelo dell'acqua. nemmeno a scrutare attentamente e stando fermi immobili si vedeva qualcosa: il torrente era gonfio, possente e impenetrabilmente color diarrea.

non so come, ma ho trovato un passaggio su qualcosa che poteva volare: forse il braccio di una cinepresa, forse una libellula. fatto sta che ho potuto seguire il cane guardando tutta la scena da appena venti centimetri dietro la sua stessa nuca fulva. contemporaneamente sentivo addosso l'umido e il freddo dell'acqua marrone come quando ti immergi senza voglia in piscina. ma il mio costume non era bagnato, perchè non ero veramente nell'acqua: sarebbe stato troppo disgustoso. o forse ero davvero dentro, ma il liquido aveva su di me lo stesso effetto che sulla pelliccia del cane, ovvero non mi inumidiva nemmeno un po' e le sensazioni che provavo erano solo mentali. infatti, in fondo la situazione mi sembrava allo stesso tempo anche calda e asciutta.
la fatica era tanta, ma le mie braccia (e le zampette del cane) non erano stanche. la corrente era forte e tendeva a trascinarmi a valle - ma verso i colli (caspita, che roba, questa dell'acqua che scorreva dalla parte sbagliata). sapevo bene che, appena dopo il ponte di mattoni un po' vecchiotto che stava lì vicino, il letto del fiume si allargava, cominciavano i campi coltivati, la corrente era molto blanda e il paesaggio rilassato. ma il tratto di città che era proprio appena prima del ponte era vorticoso: in quel tratto stava la corrente e nella corrente c'ero io, che mi sforzavo in tutto e per tutto di seguire una rotta diritta.

il cane è stato al mio fianco per un po', poi ho perso di vista la sua testa vispa, che ho seguito con lo sguardo finchè ho potuto e che è stata infine nascosta dalle arcate imponenti del ponte. so per certo che si è salvato; ma sicuramente non è tornato mai più a vivere fra gli esseri umani, nè in città: ha cominciato una vita anfibia e felice, immerso nel calduccio di quelle acque torbide, incorniciate da un paesaggio collinare rigoglioso e di un verde che definirei frizzante.
io ho raggiunto finalmente l'altra riva, all'incirca nel punto in cui tutta questa faccenda era cominciata: vale a dire sotto le fronde degli alberi che si protendono verso il torrente dall'alto della balaustra di pietra, frapponendosi tra la riva piatta e ricoperta di erba e la strada asfaltata a senso unico, percorsa dalle auto e da qualche autobus arancione.

di nuovo sull'altra sponda. un asciugamano di spugna morbido mi avvolge e forse solo adesso avverto qualche brivido. mi consegnano finalmente il premio.
si tratta di una bacinella quadrata color terracotta. anzi, è leggera ma è proprio fatta di terracotta, in uno stile che ricorda quello etrusco delle urne cinerarie conservate nel museo di volterra. domando che cosa dovrei farne e i giudici che me l'hanno consegnata mi indicano il bassorilievo sul suo lato lungo, quello che io mi sto premendo sulla pancia nel tentativo di sorreggerla. la scosto e la sollevo all'altezza dei miei occhi per osservare le figure. è come se ci fosse modellato un fumetto, anche se in stile antico e di fattura non troppo raffinata: due individui togati, in ginocchio, sfruttano una bacinella del tutto simile alla mia per lavare il loro asciugamano.
capisco che è quello, che si pretende da me. comincio a rassegnarmi. penso che le ginocchia mi dorranno un po' e che non ci sarà abbastanza spazio per disporre comodamente le gambe, ma che in fondo ho nuotato e lottato per questo e che posso considerarmi felice.

mi avvio a fare il bucato.

01 March 2009

pessoas

infatti mi stava aspettando
ho preso la macchina e mi sono diretta ad ovest.
il suo sorriso era ancora là, lievemente più basso di dove l'avevo lasciato la sera precedente. era tornato a guidare la mia traversata.

una volta a casa, nel mio futon, non sono riuscita a dormire bene. era calata sulla pianura una bassa pressione umida che mi ha fatto contorcere e rigirare fino alle ore piccole.

ho sognato e stavolta il sogno lo ricordo quasi tutto, le sensazioni nitide e anche le persone.

decido di esplorare Parma antica, o meglio: vecchia. so che la parte del centro storico che fino a questo momento ho vissuto e amato della mia città non è il suo vero cuore antico, a cui accedo ora per la prima volta.
mi ritrovo per vie abbatanza trafficate, ma strette, pavimentate di acciottolato grigio scuro inframmezzato dalle rotaie del tram. una zona simile al bairo alto di Lisbona. molte persone sono a piedi.
risalgo una collina fra palazzi alti circa cinque piani, importanti, anneriti dallo smog. dietro gli ultimi arrivo finalmente agli scogli e a vedere il mare. anche questo mi sembra inquinato, del resto è un mare "cittadino", ma scorgo in controluce le teste di alcuni bagnanti spensierati che sporgono dall'acqua.
mi domando come sia possibile: a Parma il mare non c'è, è risaputo. sarebbe troppo illogico. eppure.
eppure, io so di non aver mai esplorato quella parte di città antica, per questo mi convinco che il mare è reale e proseguo nella visita.
sento la presenza di B., che con amiche e amici (anche, forse) chiacchiera rilassata bevendo un aperitivo del tardo pomeriggio. è la B. dei tempi in cui si metteva sempre le fasce nei capelli, magari e spesso abbinate ai vestiti.
il vociare dei passanti mi infastidisce, come è normale per me, dato che odio le folle. così torno a malincuore nell'interno, lontano dal litorale di scogli e sabbia. mi introduco in un localetto squallido, uno di quelli per turisti dove ogni cosa pare unticcia solo a guardarla e dove ben prima di aver visto il menù già si sa che non si troveranno cibi sani, nè convenienti.
qui, sentendo lo stomaco appesantito pur senza avervi introdotto nulla, incontro la mia amica svedese S. allora beviamo qualcosa (una birra, mi pare) sedute come nello stesso bar in cui ci siamo salutate l'ultima volta a Valencia. stessa vetrata, stesso tavolino rotondo, lei con le spalle all'ingresso, io alla televisione spenta.
il collegamento potrebbe essere bizzarro, ma se non ricordo male, quel bar aveva qualcosa a che fare con il Portogallo. forse si chiamava Pessoa, o forse proprio Lisboa.. qualcosa di simile. nel sogno devo essermelo ricordato, perchè va bene: non potevo più essere a Parma (la presenza del mare sarebbe pure possibile, ma quei locali orrendi e le orde di turisti chiassosi proprio no), ma mi sentivo a casa e forse il collegamento con Valencia è stato quello: là mi sento proprio come a casa.

alla fine credo di essermi svegliata accaldata e con lo stomaco appesantito per davvero, sebbene per cena non avessi mangiato nulla. per questo do la colpa al cambio di pressione atmosferica.

ma oggi, primo giorno della primavera meteorologica, in cui cade una lieve pioggerellina bigia e ci sono circa otto gradi, ripenso all'amicizia e ai due tipi di amiche che ho sognato.
non giungo a conclusioni, ma penso ad un crogiolo di sensazioni e considerazioni sui rapporti di amicizia e non mi concentro sul lavoro che, invece, dovrei portare avanti.

i legami forti e quelli deboli, alla fine, da cosa si misurano? forse da quando sono cominciati? dall'età che avevamo?

il riconoscersi, specchiandosi, in perfetti estranei

il sentire la mancanza di persone che magari vivono a un metro da noi

il volere sempre partire e poi invece scegliere il contrario "perchè così si coltivano gli affetti".. sì, vale per un tipo di affetti, ma per gli altri, caspita, se anche si parte non è che cambi poi tanto..

o sì?

28 February 2009

..e sorriso a cui sorrido

ieri sera verso le otto sopra i tetti dei palazzi ho visto una luna bellissima e strana.
è tornata, finalmente

sottiiiiile
sdraiata in orizzontale
appena nata, sorrideva e si vedeva bene che stava prendendo il sole per regalarlo

"a me? grazie" le ho detto

spero di reicontrarla, fra breve
perchè, sempre e comunque,
la luna mi rapisce
ipnotizza
elettrizza
rallegra

e fremo e spasimo, ancora
ingenuamente e stupidamente

devo mettermi le scarpe e uscire

21 February 2009

luna nuova

ci siamo quasi
al buio, infatti
cammino fremendo